Stamattina ero in terrazza a dar da mangiare a Cristoforo e Felipa, i due colombi che mi fanno visita da un paio d'anni a questa parte. Mentre ero indaffarato a spargere sementi sul parapetto, mi è arrivato un suono che, da anni, è familiare, anche perché ha fatto parte del mio bagaglio esperienziale ai tempi della mia gioventù: la Fiat 500 degli anni '60-'70 della signora che mi abita a fianco che si avviava. Sono riuscito a vedere concettualmente la mano che girava la chiave, tirava la levetta di sinistra dell'aria e, successivamente, la levetta di destra dello starter che si trovano in basso al centro tra i sedili, ascoltare il singulto ritmato del motore che si avviava, i pochi secondi di riscaldamento tecnico e, infine, la partenza di quella semplice macchina inventata da menti supreme, giuste, impeccabili.
Questa scena si ripete giornalmente poiché la signora utilizza quell'automobile costantemente e, sono più che sicuro, senza tante né troppe seghe meccaniche.
Un milione di chilometri?!?
Scorsa settimana ho portato la mia automobile per il tagliando e, guardando il mec direttamente in viso gli ho detto: "Vedi quest'auto? Devi farmela arrivare minimo a 750 mila Km, non posso permettermene una nuova". Il mec mi guarda e mi fa: "Fosse per me te la farei arrivare anche ad un milione di chilometri. Il problema lo sai dove risiede? Sta esattamente nella filosofia di costruzione delle case automobilistiche. Fanno 'sti motori zeppandoli di cavalli, potenza estrema su motori costruiti in leghe leggere, circondati da componentistica facilmente usurabile, centinaia di sensori che controllano in continuazione e che danno costantemente allarmi vivendo un equilibrio precario in cui un solo sbalzo di tensione della batteria manda in tilt qualsiasi auto, che sia una utilitaria oppure il più grande SUV. Infine tanta potenza significa calore a dismisura, scaldano come una centrale nucleare ed il calore è deleterio per tutto il sistema. Quindi anche se tu fai manutenzione costantemente, il problema non sta nell'usura dell'olio o del filtro, ma nella concezione dell'auto in sé.
E se col tornio mi ripara la spalla?
Stamattina ho portato mio padre ad una visita, ha un problema alla spalla. Davanti alla porta del medico che avrebbe dovuto visitarlo mi ha detto: "Dovrò dirlo al dottore che ‘sta spalla ha problemi da quando facevo il meccanico di auto, dal momento che ho preso una botta tremenda da un estrattore mentre sostituivo le balestre ad un autocarro?". Allorché gli ho risposto: "Oh pà, è quasi ora di pranzo, ’sto tizio che ti deve visitare avrà già ascoltato una trentina di persone; se cominci ad elencargli i malanni da un episodio accaduto circa 75 anni fa quello prende e se butta dalla finestra". "C'hai ragione"- mi ha risposto - "ma intanto quelle balestre l'ho riparate anche co' la spalla rotta".
“È pronta, dottò!”
Ecco, mio padre era il meccanico che apriva il motore dell'auto, guardava quei pochi pezzi in metallo pesante che ne costruivano l'architettura e se c'era qualcosa che non andava lui si metteva davanti ad un tornio, prendeva un pezzo di metallo di scarto, lo metteva sulla slitta, ricostruiva letteralmente il pezzo rotto e riparava il motore. Con poco tempo, con molta pazienza, con infinita passione.
Ed ecco che tu, il giorno dopo, rientravi nella tua Fiat 500 del 1969, giravi la chiavetta, tiravi la levetta a sinistra in alto, poi la levetta destra dello starter, il motore singhiozzava, tu abbassavi lentamente la levetta di sinistra e lei partiva, pronta per portare un milione di vaff....o ai costruttori di macchine di merda del 2026.


